Libretto di circolazione: come funziona con i non intestatari

Libretto di circolazione: come funziona con i non intestatari

Sul libretto di circolazione i nomi dei conducenti non intestatari del veicolo vanno registrati solo in particolari casi. La norma, regolata dall'articolo 94 comma 4-bis del Codice della Strada vigente dal 3 novembre 2014, era stata messa recentemente in discussione dopo che online era diventata virale una notizia secondo cui, dal 3 aprile 2018, i dati sul libretto di circolazione e sulla patente avrebbero dovuto coincidere e che tutti gli automobilisti pizzicati a guidare veicoli non intestati a loro nome sarebbero stati sanzionati con multe da 750 euro in su. Ma non è vero nulla.

La norma attualmente in vigore resta infatti sempre la stessa del 2014 che, pur facendo riferimento a sanzioni da 705 a 3526 euro se il conducente di un veicolo è un soggetto diverso dall’intestatario stesso, si applica solo in certe situazioni. Il CdS specifica infatti che “non c’è alcun obbligo di registrazione per chi dispone di un'automobile non di proprietà prima del novembre 2014” (la norma dunque non è retroattiva) e soprattutto che l'obbligo di registrazione è solo per gli usi superiori ai 30 giorni, con esclusione quindi di tutti gli utilizzi occasionali delle automobili altrui.

Inoltre la registrazione obbligatoria non è necessaria neppure per i figli che guidano l'auto dei propri genitori (si parla ovviamente di figli conviventi), così come per tutti gli altri familiari che vivono nello stesso nucleo familiare dell'intestatario dell’automobile. A dire il vero le sanzioni sono improbabili pure per gli amici e per i parenti non conviventi, visto che non esiste alcun documento che possa attestare l'utilizzo in locazione gratuita per un periodo superiore ai già citati 30 giorni. Anche tassisti, conducenti di autobus e guidatori di auto fruite in modalità noleggio con conducente non sono soggetti all’obbligo.

In pratica, quindi, l'obbligo di registrazione previsto dall'articolo 94 comma 4-bis interessa soltanto alcune categorie come le società di autonoleggio, le vetture aziendali, le auto di rappresentanza e i veicoli in comodato d’uso, più alcuni casi ancor più specifici. Sono queste che, in caso di violazione, andrebbero incontro alle previste sanzioni da 705 a 3526 euro.

Per tutti gli altri, che sono la stragrande maggioranza, restano in vigore le ben conosciute norme sul libretto di circolazione: i non intestatari possono dormire sonni tranquilli.