Fondi pensione: oltre 8 milioni iscritti alle forme pensionistiche complementari

Fondi pensione: oltre 8 milioni iscritti alle forme pensionistiche complementari

Gli italiani si fidano sempre meno del sistema pensionistico pubblico e si affidano molto più che in passato alle pensioni complementari. Si legge sotto quest'ottica l'aumento dei fondi pensione nel 2017: +7,1% rispetto all'anno precedente, per un totale di 8 milioni e 341 mila iscritti alle forme pensionistiche integrative.

I dati forniti dalla COVIP, Commissione di vigilanza sui fondi pensione, hanno evidenziato un buon aumento anche dei fondi negoziali (quelli destinati a a specifiche categorie di lavoratori, come per esempio i metalmeccanici o i chimici) che hanno guadagnato circa 208 mila adesioni (+8,0%) nei confronti del 2016, raggiungendo la ragguardevole quota di 2 milioni e 805 mila iscritti. Merito di questo balzo l'avvio del meccanismo di adesione contrattuale in quattro specifici fondi (dipendenti del settore autostrade, Ferrovie dello Stato, autoferrotranvieri e fondo territoriale del Veneto) e l'entrata a regime dei fondi negoziali per i lavoratori nell'edilizia.

Per quanto riguarda invece i fondi pensione offerti da intermediari finanziari, i fondi aperti hanno totalizzato la cifra di 1 milione e 374 mila iscritti (+9,2%) sempre rispetto al 2016, mentre nelle PIP (polizze individuali di previdenza) di nuova generazione il totale degli iscritti è salito a 3 milioni e 103 mila (+8,1%).

La COVIP ha calcolato che al 31 dicembre 2017 il patrimonio raccolto dalle forme pensionistiche integrative era di 160,7 miliardi di euro e le risorse dei fondi negoziali di 49,5 miliardi. Una massa notevole, anche se lontana da quella di altri Paesi dove il ricorso alla pensione complementare è molto più radicato, dovuta non solo all'aumento del numero degli iscritti, ma anche dall'ottimo rendimento della gestione finanziaria. Per esempio nell'anno da poco concluso i fondi negoziali e i fondi aperti hanno reso in media, rispettivamente, il 2,6 e il 3,3%, decisamente meglio del TFR. Un risultato simile anche se rapportato agli ultimi dieci anni, quando i rendimenti medi annui composti dei fondi pensione hanno sempre superato quelli del trattamento di fine rapporto.