Assicurazioni: polizze dormienti, l'Ivass interviene per tutelare i consumatori

Assicurazioni: polizze dormienti, l'Ivass interviene per tutelare i consumatori

Nell'ambito delle assicurazioni era esploso circa un anno fa il caso delle cosiddette polizze dormienti, che aveva costretto l'Ivass ad aprire un'indagine per tutelare gli interessi, potenzialmente in pericolo, di molti risparmiatori. Ebbene, a distanza di qualche tempo l'Istituto di vigilanza sulle imprese assicurative ha pubblicato i primi risultati della sua iniziativa, annunciando di aver già risolto molti casi in sospeso e prevedendo di risolverne altri nei prossimi mesi.

Ma facciamo un passo indietro ricordando cosa si intende per polizze dormienti: si tratta di polizze vita che, pur avendo maturato il diritto al pagamento del capitale assicurato, non sono mai state liquidate dalle compagnie di assicurazione perché… nessuno ha mai avanzato richiesta di riscossione! Di solito succede con le polizze caso morte, quando i beneficiari non ne sono a conoscenza, o con le polizze di risparmio. Ricordiamo che le polizze vita vanno in prescrizione dopo 10 anni dalla data dell'evento (decesso dell'assicurato o scadenza del contratto) e che, superato tale termine, le compagnie sono tenute a versare le somme prescritte le somme al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la Consap.

Avendo scoperto, mediante la propria indagine, che il fenomeno delle polizze dormienti era più vasto di quanto si potesse pensare (sono state calcolate circa 4 milioni di polizze vita scadute dal 2012 al 2016 potenzialmente esposte al rischio di dormienza e quindi di prescrizione), l'Ivass si è subito attivata affinché i beneficiari di queste polizze potessero riscuotere quanto gli spettava.

La soluzione è stata trovata grazie alla collaborazione dell'Agenzia delle Entrate, attraverso cui l'Istituto di vigilanza ha potuto incrociare i codici fiscali degli assicurati delle polizze dormienti con l’Anagrafe Tributaria, in maniera da verificare l'eventuale decesso degli assicurati e la relativa data. L'Ivass ha poi passato i dati incrociati alle compagnie assicurative che hanno così potuto rintracciare i beneficiari e liquidare le polizze vita. Il primo test è stato effettuato a settembre 2017 su un campione di oltre 100 mila polizze, permettendo di recuperarne più di 15 mila che risultavano dormienti (molte delle quali sono già state pagate). E da marzo 2018 si parte a regime.